I suoi ruoli preferiti? L’assassino e lo psicopatico

Il cuore del postino Martin Willi batte forte per il teatro. Il regista e attore festeggia quest’anno il suo 25° anniversario sul palco.

Edizione 11/2015
Testo: Simone Hubacher; Foto: Annette Boutellier
  • La sua seconda casa: Martin Willi nel Kultschüür di Laufenburg.

    La sua seconda casa: Martin Willi nel Kultschüür di Laufenburg.

  • L'ultima produzione, «Und dann war es dunkel», è stata in programma fino a inizio dicembre.

    L'ultima produzione, «Und dann war es dunkel», è stata in programma fino a inizio dicembre.

  • Martin Willi ama stare sotto i riflettori e recita lui stesso opere teatrali.

    Martin Willi ama stare sotto i riflettori e recita lui stesso opere teatrali.

«I ruoli che preferisco interpretare sono l’assassino o lo psicopatico», afferma Martin Willi. «Insomma, qualcuno con una personalità molto lontana dalla mia. Più il carattere del personaggio da interpretare si avvicina al proprio, più è difficile interpretarlo», aggiunge il postino di Laufenburg, collaboratore di PostMail a Frick (AG). Sebbene abbia ereditato il gene del teatro e della recitazione dai genitori, entrambi molto attivi, ci è voluto tempo prima che anche lui scoprisse questa passione. «Si è trattato più che altro di un caso. Nel 1990 ero presidente del circolo ricreativo di Herznach. Con la prima produzione teatrale volevamo semplicemente creare una fonte di introiti per l’associazione», afferma il collaboratore di PostMail. A D`Langfinger-Zunft di Josef Brun sono seguite produzioni su produzioni. Martin Willi ha iniziato a frequentare la scuola di teatro di Grenchen e il corso di recitazione e regia presso l’Associazione centrale per il teatro popolare svizzero. Poi ha seguito la formazione in pedagogia del teatro a Zurigo.

Spirito eclettico

«All’inizio degli anni 2000, ho sentito in me il desiderio di interpretare qualcos’altro: non solo produzioni di teatro popolare per l’intrattenimento, ma pezzi di grande richiamo per il pubblico, che portassero alla riflessione e all’azione», afferma Martin Willi. Per questo, nel 2003 fondò a Laufenburg il suo teatro dal nome Wiwa. Così, negli ultimi anni, ha portato in scena più di 20 produzioni. All’inizio del 2014 Willi, in veste di gestore e sempre come secondo lavoro, ha acquisito l’ex ritrovo culturale «Schüüre» a Laufenburg, ha integrato il suo teatro Wiwa nell’organizzazione e ora è alla regia dell’intero programma della Kultschüür.

La combinazione è la chiave di tutto

Cosa le piace di più: recitare opere teatrali o dare istruzioni dall’esterno in qualità di regista? «Domanda difficile», risponde Martin Willi. «Quando recito mi immergo in un altro ruolo. Ma quando faccio il regista sono io a tenere le fila e stabilisco, diciamo, come gli altri devono recitare o devono essere truccati. Entrambi i ruoli sono molto interessanti!» Per questo, aggiunge, è regolarmente attore nello spettacolo che dirige: «E spesso è la troupe a volerlo», sorride. Infine, sottolinea quanto sia affascinante dare una forma scritta ai propri pensieri. Proprio per questo sta lavorando al suo terzo libro. Dopo quello sul teatro intitolato «Entspannen, Konzentrieren, Darstellen» (Rilassarsi, concentrarsi, interpretare), che contiene anche esercizi di recitazione, è stata la volta di un libro per ragazzi. E a breve sarà pubblicato il suo primo romanzo.

Il culmine della sua carriera di attore è stata la breve comparsa nel film svizzero «Leben auf Kredit», con Mia Aegerter e Patrik Frey nei ruoli di protagonisti. «In quel caso ho interpretato il ruolo di un manager colpito da burnout». Ma ha anche collaborato a un paio di episodi della famosa serie TV «Lüthi & Blanc». Per mancanza di tempo, Martin Willi non dà più corsi o workshop, ma continuerà a scrivere pezzi teatrali per il resto della sua vita. Per compensare l’attività sul palco e il lavoro alla scrivania, il postino dipinge «emozioni astratte» con colori acrilici. E non esclude la possibilità di esporre in futuro questi dipinti nella sua «Kultschüür».