«Me la sono cavata con molti lividi»

Originario di Brienzwiler, il 23 dicembre Heinz Schild festeggia i suoi 80 anni. Da oltre cinquant’anni ormai vive a Rüfenacht (BE), dove una volta ha rischiato di lasciarci la pelle.

11.12.2018
Intervista: Claudia Iraoui; Foto: François Wavre

Com’è entrata la Posta nella sua vita?

Quando ero un bambino di 7 anni, accompagnavo il postino a fare il giro di recapito a Schwanden bei Brienz. L’aiutavo a spingere il carrello con lettere e pacchi. Così, raggiunta l’età per cercarmi un lavoro, la Posta era in cima alla lista dei miei datori di lavoro preferiti. Purtroppo non sapendo parlare il francese ho dovuto aspettare il 1964, quando finalmente è stato pubblicato un bando in cui non si chiedeva la conoscenza di questa lingua. Ho colto la palla al balzo e passato l’esame.

Si ricorda ancora i primi tempi da postino?

Certo! Il mio primo giorno di lavoro è stato nel gennaio 1965: ho dato una mano nello storico trasloco dell’ufficio postale bernese di Bollwerk alla Schanzenpost. Ho passato i primi tre mesi della formazione nella spartizione lettere a Berna. Poi è stata la volta del servizio da ambulante, un periodo bellissimo, ma talvolta anche inquietante, quando attraversavo la città con il carrello con i sacchi valori… Ho terminato la formazione come postino a Berna Burgernziel.

Poi si è trasferito a Rüfenacht (BE)…

Sì, nel 1967 ho vinto il concorso. I primi tempi avevo nostalgia dell’Oberland Bernese. Non sopportavo la nebbia. Ma con il matrimonio e la nascita dei figli, abbiamo deciso di stabilirci in pianta stabile a Rüfenacht. Ormai vivo qui da oltre 50 anni, ci ho lavorato per tanti anni e conosco quasi tutti.

Quali momenti non dimenticherà mai?

Sono due episodi purtroppo non troppo felici: quella volta che un cane mi ha morso entrambi i polpacci – e il proprietario non si è neppure scusato – e quella volta che sono stato investito da un’auto. Il guidatore aveva perso il controllo della vettura a causa della neve ed è finito sulla mia corsia. Ha trascinato me e il mio scooter per 15 metri. Per mia grandissima fortuna, me la sono cavata con molti lividi.

Come è stato per lei andare in pensione?

Ammetto che la pensione me la sto proprio godendo. Occupo il tempo libero con tutta una serie di hobby. Prima dell’ictus che mi ha colpito nel 2009, intagliavo il legno e suonavo il corno alpino. Oggi colleziono francobolli e mi piace fare lunghe passeggiate, magari alla ricerca di qualche fungo...