Fatto apposta per me

BMX: pedalare oltre ogni limite

21.08.2018
Testo: Magalie Terre; Foto: Darrin Vanselow

«Senza la mia BMX non vado da nessuna parte. Da 35 anni è il mio oggetto preferito in assoluto, mi catapulta alla meta attraverso piste collinari e ripide curve. Adoro essere sulla rampa di partenza alta cinque metri, con il manubrio ben saldo tra le mani e i piedi sui pedali, pronto a domare i 400 metri di pista.

Mi sono imbattuto per la prima volta in una BMX a dieci anni, per puro caso. Alla festa della vendemmia di Morges mi è capitata tra le mani una rivista con la foto di un ragazzo seduto trionfante sulla sua BMX, con indosso una tuta da motocross. Sembrava un motociclista in sella alla sua moto. Anch’io volevo diventare come lui, quell’immagine mi aveva affascinato: la piccola bicicletta sembrava incredibilmente robusta e praticamente indistruttibile. Per me era chiaro: dovevo avere quella bicicletta a tutti i costi. Ma i miei genitori, preoccupati per me, mandarono all’aria i miei piani.

Dovetti pazientare tre lunghi anni prima di acquistare la mia prima BMX, uno splendido modello bianco, con i guanti, gli occhiali e il casco abbinati. Pagai tutto di tasca mia: avevo lavorato duramente in campagna per finanziare l’acquisto. Niente poteva più trattenermi dal fare i miei giri sulla terra battuta e dal partecipare alle prime gare. Ogni giorno, con la mia BMX, coprivo tutti i percorsi immaginabili. Le brutte cadute non mi hanno impedito di continuare a pedalare, nemmeno quando mi sono rotto diverse costole e ho dovuto dormire per quattro mesi da seduto. Nel 2006 sono finalmente salito sul podio e sono diventato campione svizzero. Anche oggi, a 46 anni, la BMX resta il mio veicolo più fidato. Mi trovate spesso nel mio Club BMX a Echichens, nel Cantone di Vaud, dove alleno i nuovi talenti».

Didier David, 46 anni, formatore presso la Posta a Vevey