La Posta abbandona temporaneamente il sistema di voto elettronico

Durante il test di intrusione pubblico sul sistema di voto elettronico della Posta l’urna elettronica non è stata violata. Eppure la Posta non metterà il suo sistema a disposizione dei Cantoni per le votazioni del 19 maggio, perché occorre prima risolvere un errore critico nel codice sorgente.

07.05.2019
Testo: Simon Oswald

Per quattro settimane, circa 3200 esperti IT di tutto il mondo hanno attaccato il nuovo sistema di voto elettronico senza riuscire a intaccarlo. Non sono riusciti a violare l’urna elettronica. Tuttavia i feedback in merito al codice sorgente reso pubblico mostrano che uno dei tre errori critici riscontrati riguarda anche il sistema in uso. Dal momento che la sicurezza degli scrutini ha la massima priorità per la Posta, l’azienda ha interrotto temporaneamente l’esercizio del suo sistema per apportare la correzione. Si può però escludere che le elezioni e le votazioni svolte finora siano state manipolate a causa di quest’errore.

La Posta, pioniera del settore

Con un simile test di intrusione pubblico su un software per il voto elettronico, la Posta ha assunto il ruolo di pioniera in Svizzera e nel mondo. Così facendo ha accumulato esperienze preziose che vanno ben oltre il voto online. «Molti collaboratori provenienti da tutti i campi hanno collaborato al progetto con grande professionalità e con un impegno fenomenale», ha affermato con riconoscenza Denis Morel, responsabile E-Voting della Posta. Ora l’azienda correggerà il codice sorgente e farà verificare la correzione da esperti esterni. I Cantoni partner della Posta hanno annunciato di voler utilizzare il sistema non appena saranno implementate le migliorie necessarie.