Dopo il rogo

Il 16 gennaio la rimessa AutoPostale di Coira ha preso fuoco, quasi 20 veicoli sono bruciati. Visita al luogo dell’incendio.

19.03.2019
Foto: Thomas Hablützel, zVg
  • 25 autopostali sono stati avvolti dalle fiamme, 17 sono andati completamente distrutti.

    25 autopostali sono stati avvolti dalle fiamme, 17 sono andati completamente distrutti.

  • I resti di un autopostale divorato dalle fiamme nel deposito di Coira.

    I resti di un autopostale divorato dalle fiamme nel deposito di Coira.

  • L’interno della rimessa nella notte dell’incendio.

    L’interno della rimessa nella notte dell’incendio.

  • La furia dell’incendio è stata devastante: la rimessa con i posteggi, l’officina per le riparazioni, la stazione di servizio e l’impianto di lavaggio sono completamente distrutti.

    La furia dell’incendio è stata devastante: la rimessa con i posteggi, l’officina per le riparazioni, la stazione di servizio e l’impianto di lavaggio sono completamente distrutti.

  • Il giorno dopo

    Il giorno dopo

  • Il deposito di Coira

    Il deposito di Coira

  • La rimessa di AutoPostale nei pressi della stazione centrale di Coira a metà febbraio: i veicoli distrutti sono stati rimossi, il tetto demolito, il piazzale sgomberato dalle macerie.

    La rimessa di AutoPostale nei pressi della stazione centrale di Coira a metà febbraio: i veicoli distrutti sono stati rimossi, il tetto demolito, il piazzale sgomberato dalle macerie.

  • Il conducente Sepp Coray: «Fa male vedere gli scheletri di così tanti autopostali»

    Il conducente Sepp Coray: «Fa male vedere gli scheletri di così tanti autopostali»

  • Il conducente Florian Aebli: «È stato uno shock».

    Il conducente Florian Aebli: «È stato uno shock».

  • Il responsabile della zona d’esercizio, Alban Joos

    Il responsabile della zona d’esercizio, Alban Joos

«C’è chi ha pianto – racconta Alban Joos – È dura vedere i "tuoi" autopostali che bruciano». Il 16 gennaio, intorno alle 21, il responsabile della zona d’esercizio di Coira stava giocando a hockey quando ha saputo dell’incendio. «Quando sono arrivato sul posto, era già tutto in fiamme».

Anche il conducente Sepp Coray ricorda bene quella sera: «Non è possibile», è stato il suo primo pensiero. Era in settimana bianca con alcuni colleghi. Appena rientrati a Coira, si sono recati subito sul luogo dell’incendio. La scena li ha colpiti dritti al cuore: «Fa male vedere gli scheletri di così tanti autopostali». Il suo collega Florian Aebli conferma: «È stato uno shock». «Abbiamo perso circa la metà della flotta di Coira», racconta Alban Joos.

Un’incredibile solidarietà

Alle 23 è stata convocata l’unità di crisi e due ore dopo sono arrivati i primi autopostali sostitutivi da Davos e Scuol. «La solidarietà è stata incredibile: sono arrivati autopostali di riserva da tutto il Cantone». L’esercizio è stato garantito: la mattina dopo, la prima corsa in direzione di Peist (GR) è partita in orario alle 5:45.

Che aspetto ha oggi la rimessa? Il luogo dell’incendio è stato ripulito e il muro pericolante è stato in gran parte smantellato, ma le scheletriche strutture di acciaio, le pareti annerite dal fuoco e i montanti di due balconi degli appartamenti vicini ricoperti di fuliggine sono tracce ancora ben visibili di quello che è successo.

I colleghi di Coira hanno perso i veicoli, ma anche 25 posteggi, la loro stazione di servizio, l’officina, lo stock di pneumatici e l’impianto di lavaggio.

Immenso sostegno

Al momento gli autopostali vengono portati in un’area al di fuori della città, ma a giugno in quello spazio si inizierà a costruire. «Dobbiamo continuamente riorganizzarci per andare avanti – spiega Alban Joos – Anche per i veicoli ricevuti in prestito». Molti, infatti, saranno richiamati presso le sedi originarie. Le difficoltà arriveranno in estate, quando riprenderanno le corse sui valichi alpini.

Bisogna aspettare l’autunno per l’arrivo dei nuovi veicoli. Ma sono già arrivati quattro bus a due piani nuovi di zecca. Nella sventura, AutoPostale Coira ha avuto fortuna: questi veicoli, infatti, sarebbero dovuti arrivare a dicembre, ma a causa di un ritardo non erano ancora nel deposito al momento dell’incendio.

Il sostegno dei collaboratori è immenso. «Sono molto grato per la loro grande generosità – racconta Alban Joos – Durante l’incendio, molti sono venuti a chiedere cosa potevano fare per aiutarci». Anche se erano in ferie o se avevano il giorno libero, erano presenti per la loro azienda.

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